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Fiume Lambro: l'onda nera fa paura

Nella mattinata di martedì 23 febbraio 2010, un grande sversamento dalla ex raffineria "Lombarda Petroli" di Villasanta ha compromesso pesantemente il fiume Lambro, affluente del Po. E' stato dichiarato lo stato di stato di emergenza dal presidente della regione Formigoni, nella speranza di riuscire ad ottenere dei fondi per contenere il danno ambientale. Intanto i dieci milioni di litri di gasolio sono arrivati nel Po, con conseguenze gravissime per flora e fauna. A nulla sono servite le opere di contenimento improvvisate dalla Protezione Civile; uno sversamento di queste dimensioni lascerà i segni sul territorio per i decenni a venire. La qualità dell'ambiente della zona, già sottoposta a opere di recupero ambientale, stava lentamente migliorando rispetto ai decenni scorsi; questo disastro, purtroppo, ha reso vani tutti i progressi che erano stati fatti. Le autorità non hanno dubbi, si tratterebbe di un atto criminale.

L'impronta ecologica

L'impronta ecologica è uno strumento statistico, studiato per valutare l'impatto dei consumi sulla capacità di rinnovamento delle risorse. Il concetto base è che ogni attività umana comporta consumi di risorse naturali quantificabili in termini di superficie (ettari, Ha); a seconda del tipo di consumo si farà riferimento ad un tipo di superficie piuttosto che ad un altro. Confrontando l'impronta ecologica di un individuo (o di una regione, o di uno Stato) con la superficie disponibile pro-capite (cioè il rapporto tra superficie totale e popolazione mondiale) si può capire se il livello di consumi è sostenibile o meno. Per calcolarla si divide la risorsa consumata (in chili, Kg) con la capacità produttiva (Kg/Ha): il risultato è una superficie. Può fornire interessanti indicazioni di massima con valore comparativo, ma il suo significato in termini assoluti è piuttosto irrealistico; come strumento gestionale il suo valore è limitato ed è stato sopravvalutato. T...

Ecofont, il carattere ecologico

La Spranq Creative Communications Agency ha creato qualche tempo fa un nuovo tipo di carattere, Ecofont. La differenza rispetto agli altri caratteri è data dal fatto che le lettere di questo nuovo carattere sono bucherellate, permettendo così di risparmiare il 20% di inchiostro nella stampa dei documenti. L'aspetto del documento sarà un po' più grigio (dipendente anche dal tipo di monitor), ma sostanzialmente sul documento stampato i cerchi si notano meno, fino a dimensioni di 14 pt. La procedura (per win XP) è : -> Start -> Esegui -> Scrivete %windir%\fonts (per aprire la cartella contenente tutti i caratteri del vostro pc) -> Incollate il file in allegato (che sarebbe il carattere spranq_eco_sans_regular) -> Aprite word e provate Se volete qualche informazione in più andate sul sito di Ecofont. E' un'iniziativa interessante, pensate a quanto inchiostro si potrebbe risparmiare soprattutto negli uffici.... Ed è soprattutto uno spunto di ri...

Come il vento fornisce energia

Il vento è il fenomeno naturale alla base del processo di produzione dell’energia elettrica, è l’agente che provoca la rotazione delle pale e dà inizio al meccanismo che provoca la trasformazione dell’energia da cinetica ad elettrica. Il movimento delle masse d’aria è dovuto alla differenza di pressione esistente tra due punti. Si origina così una forza detta forza del gradiente di pressione che agisce per tentare di ristabilire l'equilibrio. Il flusso d'aria non va in maniera diretta da un punto all'altro, cioè con stessa direzione della forza di gradiente, ma subisce una deviazione dovuta alla forza di Coriolis che tende a spostarlo verso destra nell'emisfero settentriolale e verso sinistra nell'emisfero meridionale. Alle basse quote, indicativamente a meno di 600m, l’attrito con la superficie terrestre svolge un’azione significativa sui movimenti delle masse d’aria. La velocità del vento dipende dall’entità del gradiente barico, cioè dalla differenza di pr...

Eolico e tecnologie offshore

L’aumento delle emissioni di anidride carbonica e di altre sostanze inquinanti legato allo sfruttamento delle fonti energetiche convenzionali costituite da combustibili fossili, assieme alla loro limitata disponibilità, ha creato una crescente attenzione per lo sfruttamento delle fonti energetiche “rinnovabili”, per la produzione di energia elettrica. Accanto alla fonte idraulica, già ampiamente utilizzata in Italia, altre fonti rinnovabili si sono fatte strada negli anni più recenti. Fra queste, il vento ha dimostrato di essere in grado di fornire un’integrazione significativa alle fonti tradizionali, soprattutto a livello locale, garantendo il soddisfacimento dei requisiti di economicità e allo stesso tempo il rispetto delle esigenze di tutela dell’ambiente nel quale si inseriscono gli impianti. Non bisogna dimenticare che il problema fondamentale e di primario interesse rimane quello di ridimensionare i livelli di consumo di energia, ormai funzionali ad un sistema di vivere e...

Ecolamp: riciclo di lampade a basso consumo

Ultimamente ho notato che in stazione i cartelloni pubblicitari hanno assunto un connotato ecologico; meno male, una volta tanto evitiamo di vedere pubblicizzati occhiali, voli, etc... La pubblicità in questione è quella di Ecolamp : il consorzio per il recupero e lo smaltimento di apparecchiature di illuminazione. In poche parole, quello che viene fatto è predisporre dei punti di raccolta come quelli in figura, organizzare il trasporto presso punti stoccaggio temporaneo più grandi e successivamente verso i punti di trattamento veri e propri, dove viene recuperato fino al 99% dei materiali utilizzati. E' importante un'attività di questo tipo: è vero che le lampade a basso consumo consentono di risparmiare qualcosa sulla bolletta della luce, ma se smaltite nel vetro o nella frazione secca possono provocare effetti negativi per l'ambiente in quanto contengono sostanze tossiche come il mercurio (Hg). Vi consiglio di visitare il sito di questo consorzio per avere un...

I filtri anti particolato (FAP)

Il filtro anti particolato è un sistema introdotto a partire dal 2000 per diminuire l'inquinamento provocato dai motori diesel, in particolare la componente del PM10. Il brevetto appartiene al gruppo PSA (Citroen e Peugeot). Questo tipo di motori emette molto più particolato rispetto ai motori a benzina, soprattutto sei si tratta di motori vecchi (soprattutto euro1). Certo, va detto anche che i motori a benzina emettono valori infinitamente più alti per quanto riguarda altre sostanze tossiche (fenoli), ma non è questo l'argomento di questo post. Le emissioni vengono filtrate con filtri appositi, che internamente sono pieni di canali microscopici dove avviene l'intrappolamento del PM10: periodicamente questo viene bruciato in modo automatico quando l'auto raggiunge una certa velocità per un certo numero di chilometri. Per permettere la combustione al diesel deve essere aggiunto l' ossido di cerio (detto anche cerina ) che permette di fare avvenire la combust...