mercoledì 14 settembre 2016

Wireless sensor network per il monitoraggio ambientale

Tempo fa studiando metodi di monitoraggio ambientale e in particolare l'individuazione precoce di incendi boschivi ho trovato un'azienda che si occupa di sensori miniaturizzati in grado di misurare praticamente qualsiasi cosa. E ho scoperto che le aziende che si occupano di questo tema sono tante, affiancate dai più prestigiosi centri di ricerca e università.
I parametri principali da controllare per cercare di prevedere il divampare di un incendio sono pochi: umidità dell'aria, umidità del combustibile, temperatura e vento. Esistono parecchi studi nella letteratura scientifica che cercano di modellizzare lo sviluppo dell'incendio. Distribuendo i sensori su un'area studio sufficientemente grande è possibile misurare questi parametri in modo continuo nel tempo e quindi trovare le aree in cui la probabilità dell'accadere di un evento è maggiore.
Immaginiamo una griglia in cui in ogni nodo possiamo disporre di dati misurati in continuo: opportuni modelli matematici permettono di trarre conclusioni utili a partire da questi dati.
L'uso di wireless sensor network (reti di sensori wireless) ha un grande campo di applicazione: si pensi alla possibilità di distribuire questi piccoli sensori per monitorare livelli di radiazioni, concentrazione di gas inquinanti nell'atmosfera o nel suolo, controllare emissioni industriali o di discariche, monitorare il livello di umidità del suolo per pianificare irrigazioni intelligenti, controllare l'attività sismica in zone a rischio (ad esempio vicine ai vulcani)... insomma tutte applicazioni dove la misura puntuale dei parametri è poco utile, ma se raccolta in decine o centinaia di punti può invece essere alquanto interessante.

Fonte immagine: http://www.snm.ethz.ch/snmwiki/pub/uploads/Projects/reventador-design-med.jpg

sabato 10 settembre 2016

Cosa fanno i gatti di notte: percorsi tracciati con il GPS

I gatti stanno fuori casa per ore costringendo i padroni ad estenuanti attese e ricerche...ma alla fine spesso si trovano a soli 50 metri da casa, intenti a tracciare il confine dei loro territori, a cacciare uccellini o a farsi coccolare da qualche vicino. In Inghilterra hanno voluto cercare di rispondere alla domanda "cosa fanno i gatti di notte?" ma soprattutto "dove vanno i gatti di notte?".


Alcuni gatti sono stati muniti di GPS e il loro girovagare è stato riportato su mappe come quella dell'immagine qui sopra. I gatti che vivono più a lungo in un luogo sono quelli che si spingono più lontano, mentre quelli che ancora si stanno ambientando tendono ad esplorare zone più circoscritte.

venerdì 2 settembre 2016

Ulivo di bronzo del Mercato del Duomo Autogrill

Molto originale l'opera dell'artista Adam Lowe esposta in pieno centro a Milano. È appesa all'interno del Mercato del Duomo negli spazi Autogrill. Ma che cos'è? È un ulivo di circa 400 anni che l'artista ha ricoperto di bronzo. Pare che l'albero sia stato eradicato per la costruzione di una strada, e che sia stato recuperato per cercare di salvarne in qualche modo la bellezza. Molto impressionante vedere che gli alberi si sviluppano in profondità quanto in altezza...sono dei giganti a metà per come li vediamo noi terrestri.

lunedì 29 agosto 2016

Il bosco verticale in Porta Garibaldi sia fonte di ispirazione!

Quante volte ci siamo trovati davanti al famoso bosco verticale a Milano in zona Porta Garibaldi.. per curiosità o semplicemente perché eravamo di passaggio. L'effetto è sicuramente quello di attirare lo sguardo dei passanti che vengono richiamati dal raro verde che ricopre i balconi delle residenze. Ed ecco che si torna a casa un po' ispirati magari, quanto basta per passare in un vivaio e comprare lo stretto necessario per piantare il proprio basilico o i propri pomodorini sul balcone - o qualsiasi cosa vi piaccia - per vedere crescere qualcosa fatto da noi. Sai la soddisfazione. Adesso che il cibo a chilometro zero è ubiquitario e condito in tutte le salse.

venerdì 26 agosto 2016

Mercato Agricolo a Milano: a settembre ritorna a Porta Genova

Quello che l'anno scorso si chiamava Mercato Metropolitano sta tornando con una veste nuova. La posizione è sempre la stessa, una vasta area vicino alla stazione in zona Porta Genova, Milano. Lo scorso anno tutto ciò che ruotava intorno all'alimentazione e quindi ad EXPO era assolutamente di moda.. ma anche quest'anno la tendenza pare essere confermata. Il nuovo nome dell'evento è Mercato Agricolo, che sembra dare più enfasi allo scopo dell'inziativa, ossia cercare di riavvicinarci ad una dimensione più rurale nonostante viviamo in città ricoperte di cemento.
Mi piace riportare queste iniziative, anche se con l'ambiente in senso stretto hanno ben poco a che fare. Eventi del genere contribuiscono a riqualificare zone urbane vicino all'abbandono e al degrado sebbene si trovino a due passi dal fulcro della movida milanese.

Ben vengano eventi a cui possono partecipare tutti, gruppi di amici, famiglie, persone singole di passaggio, coppie, etc. L'ambiente sembra un po' artificiale, un po' costruito.. ma ricordiamoci che ci troviamo nel bel mezzo della città e mi stupirei parecchio se non ci fosse questa atmosfera di "non autenticità". Atmosfera che riesce comunque a conquistare anche i più scettici.. nell'area vengono infatti predisposte aree con piante in vaso (pensate, piante vere!) che normalmente si troverebbero solo in un orto. Un vero e proprio invito a mettersi a fare un bell'orto metropolitano insomma: prima o poi troveremo gente che si mette a coltivare i pomodori in mezzo alle rotonde?

I tavoli e le sedie sono fatti da bancali e sacchi di sementi.. un po' scomodi se avete mal di schiena, ma che danno un effetto originale. Non preoccupatevi, potete anche sedervi a tavoli normali con sedie normali!
La varietà delle possibilità di scelta in materia di cibo sono davvero tante e all'insegna dello street food che ormai è una vera moda. Troviamo furgoncini che vendono di tutto: panini, hamburger, specialità regionali (non solo lombarde), cibo orientale, cocktail, dolci... e troviamo anche una zona di ristoro "sotto un tetto", che propone ulteriori specialità gastronomiche. Quello che ho descritto era presente lo scorso anno, ma pare che anche in questa edizione l'offerta sarà simile. Per ora l'evento pare garantito da settembre a dicembre 2016, poi si vedrà.

Bene, avanti con questi eventi particolari in cui personalmente non vedo soltanto una macchina per fare soldi. Certo, il profitto fa parte della benzina che spesso muove le iniziative. Ma ripeto, se questi sono i modi che funzionano per mantenere vivi pezzetti di città ormai in crisi e semi-dimenticati ben vengano, a buon rendere.

DBTR - Database Topografico Regionale - il portale cartografico della Lombardia

Chi si occupa di territorio sa bene quanto sia difficile reperire dati territoriali completi, accurati e soprattutto aggiornati. Ho avuto a che fare per molto tempo con tematiche di monitoraggio ambientale e mi è capitato spesso di cercare dati presso uffici comunali e in rete, con risultati spesso non del tutto soddisfacenti. Il sistema di dati territoriali italiani, ahimè, necessita di una radicale revisione e di un approccio votato alla condivisione del dato spaziale per un uso proficuo dei SIT (Sistemi Informativi Territoriali), noti anche come GIS (Geographic Information Systems) in ambiente internazionale.

Mi è piaciuto il risultato raggiunto dalla Regione Lombardia, che con il suo Portale Cartografico ha reso disponibili una grande quantità di dati relativi ai più svariati canali tematici tra cui agricoltura, risorse idriche, foreste, parchi, aree protette, difesa del suolo. Il tutto è contenuto nel Database Topografico Regionale, il cui acronimo è "DBTR".

Esiste la possibilità di visualizzare e scaricare sul proprio pc sia dati in formato raster (ortofoto) che dati in formato vettoriale (moltissimi dati riconducibili a informazioni rappresentabili sottoforma di punti, linee o poligoni). I dati presenti provengono da molte fonti; il portale rappresenta un buon tentativo di raggruppare le informazioni esistenti rendendole accessibili ai cittadini e a chi si occupa della pianificazione territoriale. I dati sono disponibili in diversi sistemi di coordinate geografiche e in diversi formati ben noti nel mondo dei sistemi informativi (shapefile).
Personalmente ho avuto modo di utilizzare anche i dati relativi al catasto, tuttora in continuo aggiornamento, in modo da ricoprire gradualmente l'intero territorio regionale.
In tempi recenti il sito del portale riporta anche un corso online interattivo per facilitare l'utilizzo del portale: riporto qui sotto il banner con il link.



giovedì 25 agosto 2016

Pagati per riciclare la plastica

Da molto tempo esiste un ottimo metodo per invogliare le persone a riciclare i propri rifiuti. Lo sapevate che se siete in Danimarca e decidete di riciclare la bottiglietta di plastica che avete in mano vi vengono restituiti dei soldi? Sì, le bottiglie vengono raccolte in appositi bidoni che restituiscono qualche centesimo, una sorta di cauzione che si paga all'acquisto di tutte le bottiglie di plastica. Se decidete di non essere ecologici dite addio ai vostri centesimi, dunque.
Anche in Germania si sono organizzati con un meccanismo simile.
Sono piccoli gesti che sembrano inutili, ma perchè non ci proviamo anche qui in Italia?
Iniziamo con dei "progetti pilota"... o chiamiamoli con qualsiasi altro nome che permetta un buon marketing, l'importante è che possa attirare l'attenzione e la consapevolezza dei consumatori... senza trasformarsi nei soliti progetti che richiedono enormi investimenti e che si rivelano essere un guadagno per i soliti "pochi".

sabato 29 agosto 2015

Cosa fanno le Regioni contro l'amianto?

L'amianto, conosciuto anche come prodotto commerciale "Eternit", è ancora oggi presente in gran numero di edifici in Italia e nel mondo. 
La fibra di amianto è stata impiegata intorno agli anni 70 per realizzare moltissimi prodotti: condotte isolanti, vernici, cemento, lastre di copertura per tetti, tessuti. Ad oggi non esistono dati certi che ne attestino la quantità realmente presente, nonostante siano stati effettuati censimenti a livello locale. Come quantificare i materiali isolanti e le tubature presenti in tutte le case degli italiani?

Il materiale, carcinogeno e ora bandito dal commercio in Italia, continua ad essere pericoloso perchè presente in modo ubiquitario. A livello di varie Regioni italiane sono state realizzate mappature dei tetti esistenti grazie a rilievi in loco e/o rilievi aerei da telerilevamento, ma il lavoro da fare è ancora tanto.

Questa è la situazione esistente in alcune Regioni a proposito della mappatura delle coperture dei tetti in amianto, come riportato dai siti ARPA presi in esame: LombardiaPiemonte (qui il geoportale webGIS con i risultati), Emilia RomagnaValle d'AostaEmilia RomagnaUmbria.

venerdì 28 agosto 2015

Olanda e strade smart, fluorescenti

Molto bello il progetto sperimentato in Olanda, vicino ad Amsterdam. Su un tratto di strada ad Oss è stato realizzata una segnaletica orizzontale molto originale: la vernice utilizzata assorbe infatti la luce durante il giorno e la rilascia di notte, in modo da essere maggiormente visibile ai conducenti rispetto a quella tradizionale. La soluzione non potrà sostituire l'illuminazione stradale, ma la vernice fluorescente è un bel passo avanti per la sicurezza dei viaggiatori. 
Aspetto senza dubbio secondario, ma anche dal punto di vista artistico il risultato non è sicuramente da sottovalutare.

giovedì 27 agosto 2015

Chemical Party - Marie Curie Actions


Quello che riporto qui sopra è uno spot della Commissione Europea un po' datato, del 2008, che attira l'attenzione sulla ricerca, in particolare nel campo della chimica. Ogni tanto salta fuori sui vari blog o social network ed ho pensato di riproporlo anche qui. Si chiama "Chemical Party" ed è stato realizzato per supportare le azioni Marie Curie. Si tratta di finanziamenti europei che danno opportunità molto interessanti a ricercatori sia junior che senior e qualsiasi campo della ricerca. Il nome di queste azioni è dedicato alla ricercatrice polacca Marie Skłodowska-Curie, vincitrice di due premi Nobel grazie alle sue ricerche sulla radioattività.

Droni e animali selvatici

Ultimamente vanno molto di moda i droni, detti anche UAV (Unmanned Aerial Vehicles), APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto) o SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto).
In tempi recenti le applicazioni sono a dir poco infinite. Cercando in rete si trovano moltissime aziende che propongono ai clienti prodotti ottenuti da droni.

Alcune propongono il monitoraggio dello stato delle coltivazioni, effettuato attraverso appositi sensori multispettrali o iperspettrali montati a bordo del velivolo. L'utilizzo di specifiche lunghezze d'onda permette infatti di determinare il vigore vegetativo delle piante in tempo reale, fornendo all'agricoltore uno strumento utile per localizzare aree critiche del campo dove occorre fornire irrigazione e/o concimazione aggiuntive.

Altre aziende propongono la realizzazione di filmati: tra i prodotti più frequenti ci sono filmati di matrimoni, filmati di concerti ed eventi sportivi, filmati promozionali dell'attività economica del cliente (ad esempio filmati di interi stabilimenti da mettere sull'home page del proprio sito, per mostrare le caratteristiche degli impianti produttivi) e filmati di monumenti, chiese ed opere d'arte per scopi educativi e culturali. Le applicazioni non finiscono qui.

Anche il campo scientifico si avvale dei droni. National Geographic, famosa rivista di divulgazione scientifica, riporta in un suo articolo alcune interessanti osservazioni riguardanti l'uso dei droni per la realizzazione di documentari.

Orso che avvista un drone (dall'articolo National Geographic)

Pare che negli orsi sia stato registrato un aumento dei battiti cardiaci in presenza di droni, e che siano stati rilevati impatti con i velivoli nel caso di alcune specie di uccelli.
Pare però che i droni portino soltanto un po' di disturbo agli animali ma senza provocargli eccessivo stress. La tecnologia è ancora agli inizi, in futuro si potranno realizzare droni più silenziosi e pertanto meno invasivi, che permetteranno di svolgere attività di monitoraggio e conservazione altrimenti difficilmente realizzabili. E' senza dubbio un tema caldo, che susciterà diverse opinioni e punti di vista.

lunedì 22 marzo 2010

Trasporti pubblici

In Italia purtroppo l'idea di usare i mezzi pubblici non è ben vista dalla maggior parte delle persone: questo perchè all'idea del trasporto pubblico è legata un'idea di fondo negativa. Chi non ha sperimentato sulla propria pelle ritardi, cancellazioni, orari degli autobus indicativi e mai reali... per non parlare delle pessime condizioni igieniche dei mezzi e dei costi relativamente elevati rispetto alla qualità del servizio offerto.

Ho avuto la fortuna di vedere come funzionano le cose in Danimarca, a Copenhagen.

Qui gli autobus sono sempre in perfetto orario; se l'autobus deve passare alle 15:18, si può stare sicuri che passerà senza alcun ritardo. Nel caso sia in anticipo, aspetterà alla fermata il tempo necessario per riprendere il suo percorso.
E' vero, i biglietti sono molto cari, ma preferisco pagare di più e avere un servizio impeccabile. Perchè a Copenhagen le cose funzionano e in Italia no? Perchè qui si vuole che le cose vadano bene. La gente fa il biglietto, e nel caso non lo faccia sarà sicuramente multata dai numerosissimi controllori che giustamente controllano che le regole siano rispettate.

Per finire vorrei aggiungere un'ultima nota: usiamo la bicicletta! E' salutare, permette di andare ovunque, rispetta l'ambiente ed è economica!

Ovvio, qualcuno dovrebbe preoccuparsi di creare delle piste ciclabili nel nostro bel Paese...ci sarà una via d'uscita da queste continue colate di cemento per la costruzione di innumerevoli strade?

mercoledì 3 marzo 2010

Climate change

Oggi vi segnalo un sito della Nasa dedicato ai cambiamenti climatici, lo potete trovare QUI. Sulla home page potrete trovare un video introduttivo che vi renderà curiosi di apporfondire quello che vi mostrerà andando a curiosare tra gli altri link del sito. Molto interessanti le immagini che mostrano i cambiamenti che un dato posto ha subito nel tempo, troverete quindi l'aspetto attuale di un mare o di un ghiacciaio e il loro aspetto 50, 100 anni fa.

venerdì 26 febbraio 2010

Irrigazione antigelo in Alto Adige


Perchè irrigare i meleti in inverno? Per evitare il gelo. Molti infatti credono che i meleti vengano irrigati per fare in modo che intorno ai germogli si formi uno strato isolante di ghiaccio, ma in realtà la motivazione è ben diversa.
L'acqua ha un contenuto di calore superiore al ghiaccio: questo significa che quando si trasforma in ghiaccio cede all'ambiente parte del suo calore. Il risultato è che continuando a spargere acqua, e conseguentemente continuandoa provocare rilascio di calore, la temperatura dell'intera Valle dell'Adige viene mitigata di addirittura 2-3° C.

Fonte: Sito Alto Adige - Suedtirol

mercoledì 24 febbraio 2010

Fiume Lambro: l'onda nera fa paura

Nella mattinata di martedì 23 febbraio 2010, un grande sversamento dalla ex raffineria "Lombarda Petroli" di Villasanta ha compromesso pesantemente il fiume Lambro, affluente del Po. E' stato dichiarato lo stato di stato di emergenza dal presidente della regione Formigoni, nella speranza di riuscire ad ottenere dei fondi per contenere il danno ambientale. Intanto i dieci milioni di litri di gasolio sono arrivati nel Po, con conseguenze gravissime per flora e fauna.

A nulla sono servite le opere di contenimento improvvisate dalla Protezione Civile; uno sversamento di queste dimensioni lascerà i segni sul territorio per i decenni a venire.

La qualità dell'ambiente della zona, già sottoposta a opere di recupero ambientale, stava lentamente migliorando rispetto ai decenni scorsi; questo disastro, purtroppo, ha reso vani tutti i progressi che erano stati fatti.

Le autorità non hanno dubbi, si tratterebbe di un atto criminale.

martedì 15 dicembre 2009

L'impronta ecologica

L'impronta ecologica è uno strumento statistico, studiato per valutare l'impatto dei consumi sulla capacità di rinnovamento delle risorse.

Il concetto base è che ogni attività umana comporta consumi di risorse naturali quantificabili in termini di superficie (ettari, Ha); a seconda del tipo di consumo si farà riferimento ad un tipo di superficie piuttosto che ad un altro.

Confrontando l'impronta ecologica di un individuo (o di una regione, o di uno Stato) con la superficie disponibile pro-capite (cioè il rapporto tra superficie totale e popolazione mondiale) si può capire se il livello di consumi è sostenibile o meno. Per calcolarla si divide la risorsa consumata (in chili, Kg) con la capacità produttiva (Kg/Ha): il risultato è una superficie.

Può fornire interessanti indicazioni di massima con valore comparativo, ma il suo significato in termini assoluti è piuttosto irrealistico; come strumento gestionale il suo valore è limitato ed è stato sopravvalutato.

Tra i limiti più importanti:

- riduce tutti i valori a una misura di superficie

- stima in modo approssimativo il rendimento energetico

- non considera il consumo di risorse non rinnovabili

- non tiene conto in modo adeguato dello smaltimento di rifiuti poco degradabili

- l'inquinamento chimico non è considerato, ad eccezione delle emissioni di anidride carbonica

giovedì 26 novembre 2009

The Green Watch, per mappare l'eco-città

Si tratta di un progetto francese, che prevede l'uso di orologi particolari per monitorare lo stato dell'ambiente. Questi orologi, del tipo riportato in figura (The Green Watch), contengono due sensori per monitorare l'ambiente circostante: in particolare l'ozono e il rumore.

L'idea è quella di aumentare il numero di campionamenti effettuati sul territorio di Parigi e fornire una migliore distribuzione spaziale dei campionamenti che già si effettuano.

I dati raccolti, georeferenziati, vengono trasmessi al proprio cellulare che li condivide online. Da qui sono resi accessibili alle eleborazioni degli scienziati attraverso la piattaforma aperta "Citypulse".


Qualche informazione la si può trovare QUI.

sabato 21 novembre 2009

Centrale di Cassano d'Adda

Nel comune di Cassano d'Adda (provincia di Milano) è presente una centrale dell'A2A che negli ultimi anni ha modificato il suo funzionamento tradizionale di centrale termoelettrica ed è diventata una centrale termoelettrica a ciclo combinato. QUI è possibile reperire qualche informazione in più riguardo questo impianto, compreso un breve video che mostra il funzionamento e le strutture principali.
Da non dimenticare anche il fatto che l'attività della centrale ha reso possibile l'introduzione del sistema di teleriscaldamento nel comune stesso. Nel video si dice:
"in una centrale termoelettrica a ciclo combinato la produzione di energia elettrica è generata da due alternatori. Il primo è direttamente collegato a una turbina a gas, il secondo è connesso a una turbina alimentata dal vapore prodotto con i gas di scarico provenienti dal processo di combustione della turbina a gas. Rispetto a una centrale termoelettrica convenzionale quindi, in un impianto a ciclo combinato si ha, a parità di energia elettrica prodotta, un notevole incremento del rendimento con una significativa diminuzione delle emissioni in atmosfera.
La produzione si sviluppa in diverse fasi: tutto parte dalla sezione Turbogas. Qui il processo di combustione avviene in un sistema di bruciatori mediante la miscelazione dell’aria aspirata dall’esterno con il gas naturale. I gas caldi combusti si espandono poi attraverso gli stadi della turbina a gas che rappresenta il cuore dell’impianto. La loro energia termica e di spinta viene convertita in energia di rotazione e successivamente trasformata in energia elettrica da un alternatore. Nella caldaia avviene la produzione di vapore mediante l’acqua demineralizzata del ciclo chiuso termodinamico tramite i gas ancora caldi uscenti dalla turbina a gas. Tramite un condotto fumi e un camino i gas relativi al processo di combustione vengono emessi in atmosfera. Questa fase prevede l’utilizzo del vapore ad alta pressione proveniente dal generatore di vapore a recupero. Nelle tre sezioni della turbina l’energia cinetica del vapore viene assorbita dalle pale del rotore provocando la rotazione dell’albero per generare energia elettrica tramite l’alternatore. Nel condensatore il vapore viene raffreddato dall’acqua di raffreddamento. L’acqua di condensazione ottenuta viene rimessa in circolo per alimentare il generatore di vapore a recupero. L’energia elettrica prodotta passa attraverso un trasformatore che provvede a elevarne la tensione per il trasporto a distanza; attraverso gli elettrodotti ad alta tensione viene trasportata per la distribuzione nelle città.
Tutto il ciclo produttivo è supervisionato e gestito da una sala controllo. Grande attenzione viene dedicata agli aspetti ambientali, alla quantità e alla qualità delle emissioni in atmosfera e alle condizioni delle acque. Il laboratorio analizza costantemente tutte le acque presenti nell’impianto. L’acqua utilizzata per il raffreddamento del vapore viene prelevata dal canale Muzza, vicino alla centrale. Al termine dell’utilizzo viene poi restituita nelle stesse condizioni salvo un leggero aumento della temperatura".

lunedì 16 novembre 2009

Ecofont, il carattere ecologico

La Spranq Creative Communications Agency ha creato qualche tempo fa un nuovo tipo di carattere, Ecofont.


La differenza rispetto agli altri caratteri è data dal fatto che le lettere di questo nuovo carattere sono bucherellate, permettendo così di risparmiare il 20% di inchiostro nella stampa dei documenti. L'aspetto del documento sarà un po' più grigio (dipendente anche dal tipo di monitor), ma sostanzialmente sul documento stampato i cerchi si notano meno, fino a dimensioni di 14 pt.

La procedura (per win XP) è :
-> Start
-> Esegui
-> Scrivete %windir%\fonts (per aprire la cartella contenente tutti i caratteri del vostro pc)
-> Incollate il file in allegato (che sarebbe il carattere spranq_eco_sans_regular)
-> Aprite word e provate

Se volete qualche informazione in più andate sul sito di Ecofont.

E' un'iniziativa interessante, pensate a quanto inchiostro si potrebbe risparmiare soprattutto negli uffici....

Ed è soprattutto uno spunto di riflessione...anche se non userete questo carattere, sarebbe bene sapere che:
- ridurre gli sprechi è già un buon inizio, anche impostando una qualità di stampa economica;
- evitando stampe inutili si possono risparmiare sia inchiostro che carta;
- ricordandosi che i fogli hanno due facciate (ebbene...sì!) li si può benissimo usare per fare copie di prova!


domenica 15 novembre 2009

Come il vento fornisce energia

Il vento è il fenomeno naturale alla base del processo di produzione dell’energia elettrica, è l’agente che provoca la rotazione delle pale e dà inizio al meccanismo che provoca la trasformazione dell’energia da cinetica ad elettrica.

Il movimento delle masse d’aria è dovuto alla differenza di pressione esistente tra due punti. Si origina così una forza detta forza del gradiente di pressione che agisce per tentare di ristabilire l'equilibrio. Il flusso d'aria non va in maniera diretta da un punto all'altro, cioè con stessa direzione della forza di gradiente, ma subisce una deviazione dovuta alla forza di Coriolis che tende a spostarlo verso destra nell'emisfero settentriolale e verso sinistra nell'emisfero meridionale. Alle basse quote, indicativamente a meno di 600m, l’attrito con la superficie terrestre svolge un’azione significativa sui movimenti delle masse d’aria.

La velocità del vento dipende dall’entità del gradiente barico, cioè dalla differenza di pressione esistente, e si misura con uno strumento chiamato anemometro. Essa ha, naturalmente, un ruolo determinante sia nella progettazione delle macchine, sia nella valutazione del potenziale eolico di un sito. Ai fini di uno sfruttamento economicamente vantaggioso dell’energia eolica è pertanto fondamentale lo studio delle variazioni della velocità del vento in un determinato sito, che deve essere condotto sulla base di osservazioni di lungo periodo.

L’energia del vento, legata ai movimenti delle masse d’aria appena citati, è diffusa ovunque sulla Terra ma solo in alcune zone è sufficientemente intensa e regolare da presentare interesse ai fini di un utilizzo pratico: è fondamentale analizzare il rapporto costi-benefici.