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Foreste tropicali a rischio. Google Earth ci aiuta a vedere dall'alto la verità.

Qualche numero: le foreste pluviali tropicali occupano il 6% circa della superficie totale delle terre emerse, ospitando ben il 50% di tutte le specie esistenti. Oggi la deforestazione procede ad un ritmo velocissimo: entro una cinquantina d'anni queste aree potrebbero non esistere più, se non si prenderanno provvedimenti a riguardo.

Ma come avviene in realtà la deforestazione? Vediamo cosa succede in Brasile.

La foresta viene assegnata a piccoli coloni che provvedono ad incendiarla per poterla coltivare; le coltivazioni possono protrarsi per 2, massimo 3 anni. A causa della concomitanza di importanti fattori (limitato spessore del suolo tropicale, abbondanti piogge e forte evaporazione), il suolo perde completamente l'humus, e quindi la sua fertilità, diventando totalmente improduttivo. Queste aree impoverite vanno quindi nelle mani degli allevatori di bestiame, che sfruttano quel poco che è rimasto. Il punto di arrivo sono le grandi industrie minerarie, che costruiscono i loro impianti quando le aree sono diventate veri e propri deserti.

Fa un certo effetto pensare che in Brasile l'1% dei coltivatori (ricchi!) possiede il 43% delle terre coltivate. Ai più poveri sono lasciati dei veri e propri fazzoletti di terra: in poche parole questi sono un asorta di "schiavi disboscatori", al servizio di quelli più ricchi e potenti.

Vi invito a dare un'occhiata alla Foresta Amazzonica con Google Earth. Guardate Rondonia, in Brasile, e vi renderete conto che quello che si sente non è falso allarmismo. Pensate che un tempo era TUTTO verde. Ora ci sono quelle linee che tagliano la foresta: sono strade. E quelle diramazioni parallele che partono da queste strade, da entrambi i lati (che sembrano quasi a
lisca di pesce) non sono altro che le future direzioni di disboscamento. Strade di distruzione.


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